Frisio ha visto: Quella casa nel bosco

Premessa: Joss Whedon è un figo. Ma non un figo stile hollywood, un figo vero. Uno che quando gli lasci scrivere quello che vuole come vuole ti tira fuori sempre qualche gioiello. Uno con le palle.

Se avete letto attentamente la premessa avrete capito che il buon caro vecchio Joss per me è uno dei pochi autori di cui mi fido ciecamente, per me se c’è il suo nome è buono per forza. Quindi magari non sarei la persona adatta a commentare un film del genere ma sono andato a vederlo con gente che non condivide questa mia visione e tutti siamo arrivati alla stessa conclusione: FIGATA TOTALE.

Il rischio quando si fanno questo genere di film è di prendersi troppo sul serio, qui per fortuna non succede anche se vengono inseriti (volontariamente) tutti i clichè dei teen-horror che si rispettino e non; anzi è proprio l’inserimento e la decostruzione di tutti i clichè horrorifici ha dare al film quella spinta in più. 95 minuti che scorrono via agili agili tra dialoghi brillanti, sangue, citazioni, risate e attori convincenti che ti lasciano pienamente soddisfatto di come hai speso i tuoi soldi.

Regia solida, personaggi una volta tanto caratterizzati come si deve (ma se conoscete il lavoro di Whedon sapete che non potrebbe essere altrimenti), dialoghi brillanti (ovviamente), gnocca, mostri e tanto tanto sangue. Che diavolo volete di più dal film che ti prende il teen horror e lo rivolta come un calzino?

Se vi piacciono gli splatter dovete vedere questo film, se vi piace Whedon dovete vedere questo film, se vi piace il cinema dovete vedere questo film. Insomma alzate il culo e andate al cinema.

Sarà una notte di terrore e paura

Dopo 4 anni sono tornato a passeggiare dopo un temporale, avevo smesso di farlo da troppo tempo, fondamentalmente da quando ho smesso di fumare. Prima era un’abitudine. Sigaretta, cuffie e via a camminare. Oggi ho rispolverato questa mia piccola tradizione, solo cuffie stavolta perchè almeno il vizio del fumo me lo sono tolto. E niente sto li che cammino con le mie cuffie (in realtà sono quelle di mio fratello ma vabbè) a cercare il sollievo che mi dava una volta ma non lo trovo, poi parte “Non mi manca niente” e mi colpisce in pieno. Diretta. Senza fronzoli. Tre accordi in croce, un testo di 7 parole e basta così. Ecco quello che cercavo. Mi fermo, guardo il cielo che torna piano piano azzurro, sorrido e torno a casa. Oggi è una bella giornata.

Frisio ha visto: The Avengers

Nuovo pseudo-tentativo di creare una pseudo-rubrica, stavolta si parla di film e se non siete stati lobotomizzati flanders style avrete anche capito di quale.

Chiariamo subito il mio pensiero: un film scui vendicatori scritto e e diretto da Joss “Dio” Whedon è per forza di cose bello.

Ok dai cerchiamo di essere un po’ obiettivi, no cazzate il film è una figata totale e chi non l’ha apprezzato non capisce una beneamata sega di film supereroistici. Se andate a vederelo sperando in qualcosa che cambierà il mondo del cinema avete sbagliato tutto (si supernerd che rompi il cazzo se la Vedova nera ha gli occhi di un colore diverso o Tony Stark il pizzetto storto sto parlando con te). Il film è godibile, non si prende tropo sul serio(+10000 stima), non è niente di eccezionale, ma scorre via liscio (forse troppo questo ve lo concedo) e non risulta mai pesante, in più c’è tanto Whedon. Che volete di più?

Alcuni dei miei compagni di ieri sera sono rimasti delusi dal poco approfondimento psicologico e sinceramente io non riesco a capirli. Rpeto, è tutto un discorso di aspettative. Io sono andado aspettatndomi botte da orbi e battute sagaci ed è esattamente quello che ho trovato.

In finale è un film adatto al grande pubblico, ai fan di Whedon  ma anche a tutti i nerd che riescono ad essere aperti mental…no, niente scusate, colpa mia.

 

7/10

Kinda Mood

In altri lidi avevo detto che stavo preparando un post non esattamente allegro ed eccolo qui. Ah, sarà un post lungo e pieno di video.

La Frisio’s top 10 delle canzoni da (non) ascoltare quando state con l’umore un po’ così!

10.  Special k – Placebo

Iniziamo subito con un gruppo che non è esattamente famoso per la sua allegria, anceh se questa non è certo la loro canzone più deprimente c’è quel verso “I’ll describe the way I feel weeping wounds that never heal”  che racchiude discorsi che potrebbero durare per ore.

9.  Love will tear us apart – Joy Division

Ok, non sono mai stato un fan dei Joy Division e mai lo sarò, ma come si fa a non farsela prendere a male ascoltando la voce monotona e monotòna di Curtis?

8. Canzone – Vasco Rossi

S’è rincoglionito di brutto e da anni fa pura e semplice merda, ma una volta ci sapeva fare e Canzone ne è la dimostrazione.

7. Le mie notti sono migliori dei vostri giorni – Ministri

Mi piacciono di più quando il Divi urlava però questa rispecchia perfettamente quei momenti notturni in cui il cervello decide di fotterti.

6. Falling Down – Muse

In realtà dovrebbe essere dedicata a Teignmouth (città natale del gruppo) ma può benissimo essere applicata anche ad una persona e il risultato secondo me è anche migliore.

5. Il turbamento della gelosia – Il teatro degli orrori

Non serve neanche una spiegazione qui, ascoltatela e poi provate a dirmi perchè non dovrebbe stare in questa classifica.

4. È colpa mia – Il teatro degli orrori

In treno tornando da roma e decidere se fosse meglio un video in b/n o con i toni seppia. Ok, questa è ermetica come spiegazione ma va bene così.

3. Citizen Erased – Muse

La canzone migliore dei Muse, poche chiacchiere. Potente, delicata, con un testo meravivlioso e un’ ultima strofa di quelle che ti scavano dentro e che sfiora la perfezione.

2.  Agosto – Perturbazione

Ammetto di conoscere solo 3 o 4 loro e so che dovrei pentirmi di questo ma non è il momento di parlarne ora. La semplicità della chitarra e la bellezza del testo dovrebbero parlare da sole.

1.  Black – Pearl Jam

Poche storie, non c’è niente più straziante del verso finale di questa canzone. È qualcosa che ti metterebbe a terra anche in condizioni normali. Tristissima. Bellissima.

And that’s all folks!  Alla prossima, magari con qualche cosa di più allegro.

Whatever it takes

Ci siamo!

C’è voluto tanto, troppo tempo ma finalmente domani si fa sul serio. omani sera i Terni Steelers faranno il loro esordo nel campionato italiano di football a 9 contro gli Ostia BlackHammers.

Sono stati 15 lunghissimi mesi di allenamento tra acqua, ghiaccio, neve, polvere, caldo asfissiante, ematomi, terra, sudore e sangue. Tutto letteralmente. Mesi che sono sembrati un’eternità, specialmente l’ultimo, ma hanno creato una squadra pronta, determinata, una squadra di football. E domani sera finalmente scopriremo quanto valiamo.

Cazzo non sto più nella pelle.

Dreaming of screaming

Stanotte ho fatto un sogno che definirei almeno bizarro, ve lo racconto.

Tutto inzia quando mi arriva la notizia che la mia famiglia si trasferirà a Milano, senza batter ciglio preparo la valigia e parto. Il viaggio sarà ovviamente istantaneo e in men che non si dica mi ritrovo in questo appartamento che è  di una bellezza clamorosa, grande, ampio, spazioso, praticamente un loft. La cosa migliore era la sala da pranzo/camera da letto, un grande spazio alla sinistra dell’ingresso con un tavolino di vetro, ampissime finestre lungo tutti i muri e un letto a due piazze al centro esatto della stanza. Ma la cosa migliore erano senza dubbio le mensole sopre le finestre (si, sopra) stracolme di nerdate: dvd, action figures e gadget di ogni serie possibile. Bellissimo.

Mentre sto li a bocca aperta a guardare questo spettacolo arriva la versione onirica della mia zia meneghina (si, ho veramente dei parenti a Milano) che si offre di prepararmi un panino, come si fa a rifiutare un’offertta del genere? Non puoi, quindi mi mangio sto sfilatino col prosciutto crudo e decido finalmente di avvertire i miei cari Rangers della mia presenza nel capoluogo lombardo (prima o poi sareste dovuti comparire anche voi no?).  Ecco quindi che Ste, un altro tizio che non so chi sia e Giada vengono a prendermi [ah Giada era bionda, ndr], purtroppo Wonka non c’è che sta in laguna e sarebbe arrivata col primo treno (SPOILER ALERT: il sogno finirà prima del suo arrivo T_T), esco di casa e mi trovo in un quartiere non proprio lussuosissimo (sembra la Bratislava di Eurotrip).

Ed è qui che le cose iniziano a farsi bizzarre.

Ste mi presenta due tizi che sembrerebbero essere due boss mafiosi o roba del genere (WTF?) uno è messicano e l’altro albanese (WTF again) ed organizzano incontri clandistini di lotta.  Ovviamente per evitare problemi stringo calorosamente la mano ad entrambi e finalmente ci dirigiamo verso il centro. Mentre cazzeggiamo allegramente per le vie di Milano ci imbattiamo in un tweet della cara Wonka, e quando inmabttiamo intendo fisicamente! In mezzo alla strada c’è questa frase a lettere cubitali, tipo quella di Fringe, e in stile pubblicità della mastercard. Poi da lì il buio, buio totale.

Mi risveglio ma sto ancora sognando [INCEPTION] e sono in mezzo alla strada da solo senza la minima idea o ricordo di cosa sia successo, fatto sta che vago spaesato finchè non trovo una macchina con dentro il mio amico Diego, compare Ste dal nulla che mia iuta a svegliarlo. Da li in poi il terrore puro si impossessa di me; mi giro,  inizio a correre all’impazzata e mi accorgo di essere in mutande, però continuo a correre in preda al panicoficnhè non torno nel punto in cui mi sono svegliato e trovo Giada e l’altro tizio dentro due sacchi neri di quelli grandi per l’immondizia [I’m sorry, ndr], una volta svegliati ce ne torniamo tutti a casa mia che però non è più una casa ma una scuola e la povera Giada viene chiamata alla lavagna per correggere degli esercizi [ne hai sbagliato solo 1 su 10 stai contenta]. Io me la filo in cortile dove sono rimasti Ste e il tizio, Diego invece è sparito così come era comparso, lì in giro però c’è anche il diretore che è un prete che indossa una camicia bianca ed un paio di pantaloncini neri da boxe. La campana suona e il professore esce a parlare col direttore, Giada raggiunge gli altri in cortile e io faccio per raggiungerli quando dal nulla inizia Plug in baby dei Muse, è la  mia sveglia, è tutto finito, era solo un sogno…

A m’in ceva un caz.

Buon anno nuovo, buon nuovo anno. Tua madre è un uomo.

No niente, è arrivato il 2012. Non ve ne eravate accorti vero? Fortuna che ci sto io a ricordavelo. Per quest’anno niente proclami, niente resolutions, niente di niente. Sopravvivete pure a questo e andiamo avanti così, io dal canto mio cercherò di suonare più spesso. Così, per farvelo sapere.

 

 

Auguri.

 

Abbiate una discreta giornata.